Con l’avvicinarsi delle scadenze fiscali 2025, è essenziale per aziende, studi professionali e consulenti del lavoro conoscere nel dettaglio le sanzioni previste in caso di errori, omissioni o ritardi nella trasmissione della Certificazione Unica 2025 (CU 2025). La corretta gestione della CU, sia nella consegna al percipiente che nell’invio telematico all’Agenzia delle Entrate, rappresenta un adempimento obbligatorio per tutti i sostituti d’imposta.
Certificazione Unica 2025: scadenze da rispettare
Per l’anno d’imposta 2024, le scadenze relative alla CU 2025 sono differenziate in base alla tipologia di reddito:
- entro il 17 marzo 2025 (il 16 cade di domenica) è prevista la consegna della CU al percipiente e trasmissione all’Agenzia delle Entrate per redditi di lavoro dipendente e assimilati
- entro il 31 marzo 2025 è prevista la trasmissione delle CU contenenti redditi di lavoro autonomo professionale (art. 53 TUIR)
- entro il 31 ottobre 2025, invece, è prevista trasmissione delle CU relative a redditi esenti o non dichiarabili tramite modello 730 o Redditi Persone Fisiche.
Non è più consentito unificare l’invio delle CU dei lavoratori autonomi con il modello 770, come avveniva in passato. Questa modifica si inserisce nel più ampio processo di semplificazione e integrazione con la dichiarazione precompilata.
Sanzioni CU 2025: importi e riferimenti normativi
In caso di omissione, ritardo o invio con errori, l’articolo 2, comma 6 del D.Lgs. 175/2014 e l’articolo 11 del D.Lgs. 471/1997 prevedono l’applicazione di una sanzione di 100 euro per ogni CU errata o omessa, con un tetto massimo annuo di 50.000 euro per ciascun sostituto d’imposta.
Correzioni tempestive: esclusione o riduzione delle sanzioni
La normativa prevede due importanti eccezioni:
- se la correzione avviene entro 5 giorni dalla scadenza non ci sarà nessuna sanzione applicata
- se la correzione viene fatta entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione sarà ridotta a 33,33 euro per certificazione, con un limite massimo di 20.000 euro per periodo d’imposta e sostituto
In entrambi i casi, è necessario che la CU venga nuovamente trasmessa in forma corretta entro i termini indicati.
Versamento delle sanzioni
Le eventuali sanzioni devono essere versate con modello F24, utilizzando il codice tributo 8906 nella sezione “Erario”.
Ravvedimento operoso CU 2025: ammissibilità e riferimenti
Con la circolare n. 12/E del 31 maggio 2024, l’Agenzia delle Entrate ha superato l’interpretazione restrittiva contenuta nella circolare n. 6/E del 2015, ammettendo espressamente la possibilità per i sostituti d’imposta di ricorrere al ravvedimento operoso anche in caso di trasmissione tardiva o rettificativa della CU.
L’assenza di un espresso divieto normativo consente dunque di applicare le regole generali previste dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, con riduzione della sanzione proporzionale al tempo trascorso dalla violazione.
Tabella riepilogativa sanzioni CU 2025
Fattispecie | Sanzione applicabile |
---|---|
CU omessa, errata o trasmessa oltre i termini | €100 per ogni CU (max €50.000 annui) |
CU errata corretta entro 5 giorni | Nessuna sanzione |
CU errata corretta entro 60 giorni | €33,33 per ogni CU (max €20.000 annui) |
Come evitare le sanzioni sulla Certificazione Unica
Per garantire la corretta gestione della CU ed evitare l’applicazione di sanzioni, è consigliabile:
- pianificare con anticipo la predisposizione delle CU e la raccolta dei dati fiscali
- verificare con attenzione la correttezza dei dati anagrafici, fiscali e previdenziali dei percipienti
- rispettare scrupolosamente le scadenze di consegna e trasmissione
- monitorare eventuali scarti da parte del sistema telematico dell’Agenzia e intervenire entro i 5 giorni previsti
- valutare l’opportunità di accedere al ravvedimento operoso in caso di errore o ritardo
Conclusioni
La gestione della Certificazione Unica 2025 richiede precisione, tempestività e aggiornamento normativo costante. Le sanzioni previste, pur mitigabili, possono comportare impatti significativi se non affrontate con rigore. L’apertura dell’Agenzia delle Entrate al ravvedimento operoso rappresenta un’opportunità importante per correggere eventuali irregolarità e contenere i rischi sanzionatori.
Affidarsi a un consulente fiscale esperto o a uno studio professionale specializzato consente di adempiere correttamente agli obblighi previsti, tutelando sia l’azienda che i lavoratori percipienti da errori formali e relative sanzioni.