La dichiarazione Iva 2025, relativa all’anno d’imposta 2024, introduce importanti novità, in particolare in tema di rimborsi Iva e di aggiornamento dei codici ATECO, elementi che incidono direttamente sull’invio del modello e sulla gestione delle richieste di credito. Di seguito un’analisi professionale delle principali novità da conoscere.
Scadenze e adempimenti: cosa sapere per il 2025
La dichiarazione Iva annuale dovrà essere trasmessa entro il 30 aprile 2025, esclusivamente per via telematica. Sono obbligati alla presentazione tutti i titolari di partita Iva che nel corso del 2024 hanno esercitato attività rilevanti ai fini Iva, ad eccezione di coloro che applicano il regime forfettario o il regime di vantaggio.
Rimborsi Iva 2025: requisiti e modalità
I contribuenti che risultano a credito IVA possono richiedere il rimborso dell’eccedenza tramite la dichiarazione annuale. Il rimborso spetta se:
- l’importo del credito è superiore a 2.582,28 euro
- il credito deriva da almeno tre dichiarazioni consecutive a credito, oppure da operazioni non imponibili
- l’ammontare richiesto supera 30.000 euro, nel qual caso è necessario il visto di conformità o una garanzia fideiussoria.
In alternativa, è possibile richiedere il rimborso su base trimestrale tramite la presentazione del modello IVA TR, entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento.
Nuovi codici ATECO 2025: cosa cambia dal 1° aprile
Dal 1° aprile 2025 diventano operativi i nuovi codici ATECO 2025, adottati dall’ISTAT a gennaio. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la nuova classificazione dovrà essere utilizzata sia per la dichiarazione Iva annuale sia per il modello IVA TR relativo al primo trimestre.
Indicazioni operative per la dichiarazione Iva
Per le dichiarazioni trasmesse dal 1° aprile 2025 in poi, è possibile:
- utilizzare i codici ATECO 2007 (aggiornamento 2022) oppure
- adottare i nuovi codici ATECO 2025, avendo cura di barrare la casella 1 – “Situazioni particolari” nel frontespizio del modello.
A tal fine, il software di compilazione e i controlli dell’Agenzia delle Entrate saranno aggiornati entro il 1° aprile, per consentire entrambe le modalità di compilazione.
Rimborsi Iva primo trimestre: uso obbligatorio dei nuovi codici
Per le richieste di rimborso relative al primo trimestre 2025, trasmesse a partire dal 1° aprile tramite il modello IVA TR, sarà necessario utilizzare i nuovi codici ATECO. L’aggiornamento è già operativo a quella data, e la classificazione 2025 è pertanto da considerarsi obbligatoria per questa tipologia di istanza.
I soggetti interessati dovranno quindi verificare la correttezza del proprio codice ATECO e procedere, se necessario, con l’aggiornamento presso l’Agenzia delle Entrate, per evitare incongruenze nella gestione del rimborso.
Visto di conformità e controlli preventivi
In presenza di rimborsi superiori a 30.000 euro o in caso di compensazioni Iva rilevanti, il visto di conformità è obbligatorio. Il professionista incaricato dovrà verificare la congruenza dei dati contabili e la presenza della documentazione a supporto della dichiarazione.
Un codice ATECO non coerente con l’attività effettivamente svolta può determinare il blocco del rimborso o l’attivazione di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Casi particolari: fuoriuscita dal forfettario e nuove aperture
I contribuenti che nel corso del 2024 sono usciti dal regime forfettario devono presentare la dichiarazione Iva, anche se l’attività è stata svolta solo per una parte dell’anno. In questi casi è importante indicare correttamente il periodo di applicazione dell’Iva e verificare l’eventuale presenza di un credito.
Anche chi ha avviato una nuova attività nel 2024 è tenuto alla presentazione della dichiarazione, con riferimento al periodo effettivo di attività e agli obblighi Iva maturati.
Conclusioni
La dichiarazione IVA 2025 richiede particolare attenzione sia nella gestione dei rimborsi che nell’adeguamento ai nuovi codici ATECO in vigore dal 1° aprile. Per una corretta compilazione e per accedere ai rimborsi senza ritardi o contestazioni, è consigliabile:
- verificare e aggiornare il codice ATECO, se necessario
- utilizzare i software aggiornati messi a disposizione dall’Agenzia
- predisporre il visto di conformità, quando previsto
- assicurarsi della coerenza tra l’attività svolta e quanto dichiarato nel modello.
Rivolgersi a uno studio professionale specializzato in materia Iva è il modo migliore per adempiere correttamente agli obblighi, ridurre i rischi di errore e ottimizzare tempi e modalità di rimborso.