Sei un amministratore di condominio e vuoi risparmiare sulle imposte? Vuoi fare questo lavoro e hai bisogno di aprire la partita Iva?
Nell’articolo di oggi, ci occupiamo di come aprire la Partita Iva da Amministratore Condominio, ma anche di altri aspetti che riguardano questa professione.
Con l’approvazione della Legge 220 del 2012, la cosiddetta Riforma del Condominio, è necessario nominarlo per tutti gli stabili con un numero uguale o superiore ad 8 condomini.
Lo scopo della Legge 220, è anche di regolare e stabilire le mansioni, le responsabilità dell’amministratore e la sua posizione dal punto di vista sia fiscale che contributivo.
A tutti gli effetti deve essere un professionista o una società di gestione immobiliare regolarmente in possesso di una partita Iva.
La professione di amministratore di condominio non è ancora regolata da nessun Ordine o Collegio professionale, richiede quindi l’iscrizione alla gestione separata INPS.
Vuoi approfondire l’argomento e scoprire come applicare anche il regime forfettario? Bene! Allora siediti comodamente e leggi con attenzione i suggerimenti che abbiamo preparato per te in questa breve guida. Buona lettura!
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Amministratore di Condominio
Come abbiamo già accennato, nel 2012 la legge 220 ha introdotto l’obbligo della nomina di un amministratore di condominio quando si supera una certa soglia.
Le mansioni principali di un amministratore riguardano, l’amministrazione, la parte finanziaria, fiscale e contabile.
L’amministratore deve occuparsi della gestione del condominio, dei relativi spazi comuni fino ad arrivare alla tenuta della contabilità condominiale.
In pratica è diventata una figura assimilabile per certi aspetti ad un manager aziendale visto l’ampio raggio delle mansioni richieste.
Per l’esercizio della professione, deve aver svolto una formazione iniziale di 80 ore o possedere un adeguata esperienza pregressa.
Inoltre deve effettuare una formazione annuale e possedere dei requisiti soggettivi ed oggettivi di onorabilità.
Dal punto di vista giuridico, la Legge 220 stabilisce la durata dell’incarico annuale con la possibilità della revoca da parte dell’assemblea dei condomini in caso di inadempienze gravi.
L’amministratore inoltre è obbligato a rispettare i criteri di trasparenza e tracciabilità finanziaria.
L’incarico può essere svolto da una persona fisica, un’azienda privata o anche da uno degli inquilini dello stabile, se ovviamente rispetta i requisiti richiesti.
Come aprire Partita Iva da Amministratore di Condominio
Per svolgere la professione di amministratore di condominio ed essere in regola con il fisco devi aprire una partita Iva.
Ti ricordiamo che è composta da un codice numerico di 11 cifre che identifica in modo univoco la propria attività professionale o d’impresa.
Ha lo scopo di consentirti di dichiarare i ricavi o compensi percepiti, versare le imposte dovute ed i contributi relativi alla pensione.
Se un attività viene svolta in modo regolare e continuo è obbligatorio aprirla.
Tieni presente che, se apri la partita Iva nel 2019 sei obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi percepiti durante l’anno nel giugno dell’anno successivo il 2020.
In caso contrario, sarà omessa dichiarazione dei redditi e verrà sanzionato dall’Agenzia delle Entrate.
Puoi aprire la partita IVA come amministratore di condominio anche da solo presso l’Agenzia delle Entrate.
Ovviamente procedendo attraverso un intermediario autorizzato ed abilitato come la nostra società, verrai guidato ed assistito per tutte le procedure.
Il codice Ateco corretto è il 68.32.0 – Amministrazione di condomini e gestione di beni immobili per conto terzi.
Per la scelta del regime fiscale, puoi scegliere tra il semplificato ed il regime forfettario.
Regime forfettario per Amministratore Condominio
Oggi, il regime forfettario, rappresenta la scelta più conveniente per avviare una attività come l’amministratore di condominio.
Se lo scorso anno, svolgevi già questa attività adottando un altro regime, nel 2019 puoi passare al forfettario se non hai fatturato più di 65.000 € nel 2018.
Sarai soggetto ad un imposta sostitutiva del 15%, che ti ricordiamo, nel forfettario, sostituisce la tradizionale IRPEF.
Aprendo l’attività nel corso del 2019, se possiedi i requisiti richiesti, puoi adottare il regime forfettario con un imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni di attività.
In entrambi i casi il coefficiente di redditività da applicare è del 86%.
Se ancora non sai cosa il coefficiente di redditività, ti spieghiamo a cosa serve.
Ogni tipologia di attività prevede un coefficiente diverso per tenere conto dei costi a forfait sostenuti, da cui si ricava il reddito imponibile.
Chiedici una consulenza gratuita per sapere se rispetti i requisiti richiesti per l’applicazione del forfettario e dell’aliquota al 5% prevista per le startup.
Riepilogando, per adottare o per rimanere nel regime forfettario non devi superare la soglia di ricavi compensi di 65.000 €.
Il regime forfettario, oltre alle caratteristiche che abbiamo accennato, presenta una lunga serie di vantaggi aggiuntivi, vediamone alcuni.
Se hai un lavoro da dipendente, il reddito percepito non fa cumulo con quello che deriva dalla partita Iva come in ordinario.
Non devi applicare l’IVA nelle fatture, i tuoi compensi saranno più bassi di chi è in regime ordinario ad esempio.
Sei esonerato dallo spesometro, dagli studi di settore, dalla fatturazione elettronica ed hai molte altre semplificazioni nella tenuta della contabilità.
Per maggiori dettagli sul regime forfettario, ti rimandiamo alla nostra guida completa del 2019.
Contributi previdenziali per Amministratore Condominio
Vediamo cosa prevede la normativa sui contributi previdenziali per la Partita Iva da Amministratore Condominio.
Se il ruolo viene assolto da professionisti con apposita cassa, come avvocati, commercialisti, ingegneri e architetti, i contributi saranno versati alla rispettiva Cassa di Previdenza.
In questo caso saranno assoggettati anche i relativi compensi all’inquadramento previdenziale previsto.
Gli amministratori di condominio senza cassa, non appartenenti alla categoria precedente, dovranno iscriversi alla Gestione separata presso l’INPS.
L’importo dei contributi da versare è pari al 25,72% calcolati sul reddito imponibile, che ricordiamo dipende dal reddito lordo e dal coefficiente di redditività.
Esempio di calcolo
Per riassumere quello che abbiamo detto, facciamo un esempio con una piccola simulazione sul calcolo di tasse e contributi.
Un amministratore di condominio che nel 2019 incassi 25.000 € dovrà versare:
con imposta sostitutiva al 5% = 1.075 €
contributi INPS = 5.015 € circa
con imposta sostitutiva al 15% = 3.225 €
contributi INPS = 5.015 € circa
Il nostro servizio
Se sei un amministratore di condominio, possiamo gestire la tua contabilità in regime forfettario.
Con il pacchetto gestione forfettari ci occupiamo di tutta la parte fiscale perché comprende tutti gli adempimenti necessari.
Quando devi avviare l’attività ed aprire la partita Iva, scegli il pacchetto Go professionsita.
Sono incluse anche tutte le pratiche necessarie per aprire la partita Iva online.
Entrambi i pacchetti costano solo 269 € all’anno e comprendono oltre alla dichiarazione dei redditi anche tutti gli adempimenti necessari.
Inoltre hai anche il servizio di assistenza online e telefonica per i tuoi dubbi sul regime forfettario per la tua attività.
Per ulteriori informazioni o per un preventivo, contatta il nostro servizio commerciale.
Un saluto dallo staff
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