La fattura differita per il professionista è uno strumento strategico per coloro che effettuano prestazioni ripetute nel tempo. Permette di emettere un’unica fattura riepilogativa entro il 15 del mese successivo, semplificando la gestione amministrativa e ottimizzando il flusso di cassa.
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Chi può emettere la fattura differita?
Sebbene la fattura differita sia più diffusa tra le imprese, anche i professionisti possono avvalersene, a patto che vi sia documentazione che attesti l’effettiva esecuzione della prestazione, come lettere d’incarico, ricevute o altri documenti con data certa.
Questo strumento è particolarmente utile nei periodi di pausa lavorativa, come le ferie estive o le festività natalizie, evitando il rischio di superare il termine di 12 giorni dalla data di incasso per l’emissione della fattura, come previsto dall’articolo 21 del Dpr n. 633/72, comma 4.
Se, ad esempio, un incasso avviene il 20 dicembre, la fattura dovrebbe essere emessa entro il 1° gennaio successivo. Tuttavia, la normativa consente di emettere una fattura differita indicando come data di emissione quella dell’ultima operazione contenuta nel documento o la fine del mese, con invio al SDI entro il 15 del mese successivo.
Quando emettere la fattura differita?
La fattura differita deve essere trasmessa entro il 15 del mese successivo all’effettuazione delle prestazioni, pur mantenendo come riferimento, ai fini IVA, la data delle singole operazioni.
Contenuto obbligatorio della fattura
Una fattura differita deve contenere:
- dati del professionista e del cliente
- numero progressivo della fattura
- descrizione delle prestazioni erogate nel mese di riferimento
- riferimenti ai documenti attestanti le prestazioni (lettere d’incarico, contratti, ricevute)
- importo totale dovuto
- aliquota IVA (se applicabile) e eventuale rivalsa
La Circolare n. 18/E del 24 giugno 2014 e la risposta ad interpello 389 del 10 settembre 2019 chiariscono che, pur non essendo previsti obblighi documentali specifici, è consigliabile conservare la documentazione commerciale utile per identificare la prestazione e le parti coinvolte.
Esempio pratico di fatturazione differita
Si consideri un professionista che ha ricevuto due incassi dallo stesso cliente:
- 2 dicembre: incasso di 1.500 euro
- 20 dicembre: incasso di 2.000 euro
Può optare per:
- due fatture TD24 distinte, una datata 2 dicembre per 1.500 euro e una datata 20 dicembre per 2.000 euro
- un’unica fattura da 3.500 euro con data 20 dicembre, da trasmettere al SDI entro il 15 gennaio
Numerazione delle fatture
Se si emettono sia fatture ordinarie TD01 che fatture differite TD24, è possibile scegliere tra due soluzioni:
- utilizzare due numerazioni separate
- adottare un’unica numerazione, purché sia rispettata la progressività e l’univocità previste dal comma 2 dell’articolo 21 del Dpr 633/72: “2. La fattura contiene le seguenti indicazioni:
- data di emissione
- numero progressivo che la identifichi in modo univoco.”
Non è richiesta una stretta consequenzialità tra le date di emissione, ma è essenziale garantire la corretta sequenza numerica.
Conclusione
La fattura differita rappresenta una soluzione efficiente per i professionisti che vogliono ottimizzare la gestione amministrativa e contabile. Tuttavia, è essenziale rispettare le regole fiscali per evitare sanzioni. Affidarsi a un consulente esperto consente di gestire con precisione gli adempimenti e massimizzare i vantaggi di questa modalità di fatturazione.