Oggi la presenza di una figura che sia in grado di aiutare a realizzare la persona in ambito personale e lavorativo, spesso si rivela fondamentale in molti casi.
Avviare una attività di questo genere pone subito di fronte alla questione commercialista per personal coach perché la normativa fiscale non sempre è di facile interpretazione.
Nel contributo di oggi, vediamo gli aspetti principali di questa figura professionale, quando è necessario aprire una partita Iva, il regime fiscale più adatto ma soprattutto come risparmiare sul costo del commercialista con il nostro innovativo servizio online.
Come di consueto, se hai domande da farci in merito a questo argomento, lascia un commento alla fine della pagina.
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Chi è un personal coach?
Per prima cosa è necessario capire bene chi è un personal coach e in che cosa consiste il suo lavoro.
Un personal coach in parole semplici è un allenatore personale che si occupa dello sviluppo delle tue capacità personali e professionali.
Potenziamento fisico e lavorativo, sono due obiettivi fondamentali per un personal coach.
Vediamo adesso quando è necessario aprire la partita Iva per svolgere un attività del genere ma soprattutto quali sono gli adempimenti fiscali più importanti.
Aprire la partita Iva
La domanda fondamentale è quando scatta l’obbligo di apertura della partita Iva.
La norma fiscale non assegna nessuna soglia di compensi oltre la quale decorre l’obbligo di apertura della partita Iva.
L’obbligo di apertura della partita Iva si ha in relazione alla circostanza che si realizzino due principi:
- il principio di abitualità;
- il principio di continuità.
In altri termini gli elementi che conducono all’apertura di una posizione Iva sono la continuità nello svolgimento di una professione e nella conseguente abitualità.
Se ad esempio hai un solo incarico come personal coach con un guadagno di 700 €, non hai l’ obbligo di aprire la Partita Iva, in quanto verrebbe meno il principio di continuità.
Ipotizziamo che invece hai un incarico di poche ore al mese ma continuativo nell’anno.
Supponiamo che incassi 50 € al mese (dunque 600 € annui).
In questo caso si realizzano i requisiti di obbligatorietà, in quanto il tuo incarico è sicuramente abituale e continuativo.
Gli esempi appena fatti, ti evidenziano ancora una volta, la relativa irrilevanza dell’ammontare dei compensi ai fini dell’apertura di una posizione Iva.
La previdenza del personal coach
I personal trainer, gli sportivi professionisti, gli allenatori, i preparatori, i direttori tecnico-sportivi nell’ambito delle discipline del CONI hanno l’ obbligo di iscriversi alla Cassa di Previdenza ENPALS
Al contrario i personal trainer, i preparatori, gli allenatori e gli istruttori on.line che lavorano con clienti privati o in palestre e centri di allenamento non hanno necessità di iscriversi all’ ENPALS.
Dovranno quindi iscriversi alla Gestione Separata INPS.
Personal coach e regime forfettario
Vediamo adesso quali sono le tasse che deve pagare il personal coach.
Innanzitutto devi sapere che è possibile adottare un regime fiscale agevolativo se in un periodo d’imposta si conseguono ricavi non superiori a 65.000 €.
Se il personal coach adotta il regime forfettario pagherà una imposta sostitutiva pari al 5% su una base imponibile calcolata in modo forfettario, ossia pari al 67% dei ricavi.
Facciamo un esempio per chiarire gli aspetti fiscali e previdenziali.
Ipotizziamo che il consulente consegua ricavi nel corso del 2019 pari a 20.000 € e adotti il regime forfettario.
La base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva ed i contributi Iva è pari:
al 67% di 20.000 € ossia 13.400 €
L’imposta sostitutiva sarà pari a:
al 5% di 13.400 € ossia 670 €
I contributi INPS della gestione separata saranno pari a:
al 25,72% di 13.400 € ossia 3.446,48 €
Le scadenze previste
Le scadenze per i versamenti della gestione separata INPS sono i medesimi delle imposte sui redditi.
Anche il meccanismo di versamento è il medesimo delle imposte sui redditi, con calcolo dell’acconto e del saldo.
Completiamo l’esempio di prima:
- primo anno di attività 2019;
- saldo 2019 da versare nel 2020 è 670 € di imposta sostitutiva e di 3.446,48 € di INPS;
- nel corso del 2020 bisogna versare anche l’acconto per l’anno in corso.
Per l’imposta sostitutiva si versano due acconti: il primo del 40% del saldo 2019 ed il secondo del 60% del saldo del 2019.
Anche per quanto riguarda i versamenti INPS, sono previsti due acconti, ma entrambi, del 40% del saldo 2019.
Riferendoci, all’esempio precedente, nel 2020 si dovranno versare due acconti di imposta sostitutiva:
670 x 40% = 268 € – primo acconto
670 x 60% = 402 € – secondo acconto
Per quanto riguarda l’INPS, i due acconti da versare sono di:
3.446,48 x 40% = 1.378,59 € – primo acconto
3.446,48 x 40% = 1.378,59 € – secondo acconto
Un saluto dallo staff di regimeminimi.com
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Buongiorno.
Vorrei avere un chiarimento sul codice ateco da usare per l’attività di Mental Coaching (Life, Sport o Business).
Grazie mille.
Buonasera Federica,
non individuando un codice specifico, a nostro avviso un codice ateco da utilizzare per questa attività potrebbe essere il 96.09.09 “Altre attività di servizi per la persona nca”.
Questo Ateco è iscrivibile alla gestione separata INPS e per quanto riguarda il regime forfettario ha una redditività del 67%.
Cordiali saluti.
Salve, sto studiando per diventare massaggiatore sportivo. Il diploma prevede il conseguimento di varie tecniche che sommandosi fanno raggiungere il monte ore necessario l raggiungimento del diploma. Ogni percorso rilascia un certificato che permette già di lavorare, essendo pensato anche come strumento di aggiornamento/perfezionamento per chi già è in possesso di una qualifica più elevata. Nel mio caso ho già un lavoro dipendente full time e vorrei lavorare in extra come massaggiatore valutando in futuro di farlo diventare l’impiego principale. Adesso potrebbe essere inquadrato in prestazioni occasionali? La partita IVA è compatibile con il lavoro dipendente? La mia azienda utilizza anche la C.I.G. Grazie per i chiarimenti
Buonasera Gabriele, rispondiamo alle tue domande partendo col dire che la partita Iva è compatibile con il lavoro da dipendente.
Se il reddito da dipendente non supera i 30.000€, potrà essere anche applicato il regime forfettario, un regime fiscale molto agevolato.
Le prestazioni occasionali sono previste quando l’attività effettivamente non è continuativa nel tempo.
Nel tuo caso sembra che in questa fase di startup possa utilizzare anche questa forma.
Quando invece l’attività sarà intrapresa con continuità e professionalmente, sarà necessario aprire la partita iva.
Sicuramente la valutazione dell’apertura della partita iva o meno, richiede un’analisi più approfondita.
Cordiali saluti
Buongiorno, sono un Chiropratico ed esercito da diversi anni; oltre alla mia attività voglio iniziare l’attività di Coach/consulenza (non occasionale) nell’ambito salute-benessere-crescita personale. il mio quesito è se mi conviene inquadrare questa nuova attività in seno alla partita iva già esistente o se aprire una nuova partita iva; in questo caso posso usufruire del regime dei minimi, o agevolazioni simili, come descritto nel vostro articolo anche se ho fatto vari acquisti e leasing ma relativi alla mia partita iva attuale? grazie per la vostra attenzione
Buongiorno Giancarlo, ricordiamo che è possibile aggiungere o modificare i codici Ateco della propria partita Iva, pertanto non è necessario chiudere ed aprirne una nuova.
Potrai applicare il regime forfettario solamente se rispetti i requisiti di accesso.
Puoi verificare i requisiti nella nostra guida al regime forfettario.
Cordiali saluti.
Gentilissimi, ho da poco conseguito un diploma come personal trainer e vorrei dedicarmi inizialmente al coaching on-line. Non so come andrà questa nuova attività, né posso chiedere cifre stellari dal momento in cui non sono “super qualificata”. Vorrei sapere come posso fare per ricevere dei pagamenti senza incorrere nell’evasione fiscale e rischiare di prendere una multa. Ho contattato vari coach online di body building per farmi un’idea dei prezzi… tutti mi hanno mandato il numero della loro postepay ma nessuno ha parlato di fatture. Cosa bisogna fare questi casi? Io preferirei farmi inviare il pagamento sulla postepay evolution e non sul mio conto bancario.
Vi ringrazio anticipatamente.
Maria
Buongiorno Maria, puoi decidere di aprire partita iva come personal trainer o come consulente.
In questo caso sarai in regola fiscalmente. Potrai inoltre farti inviare senza problemi i pagamenti sulla tua Postepay, non necessariamente su c/c bancario.
Cordiali saluti