A partire dal periodo d’imposta 2024, i sostituti d’imposta non saranno più obbligati a trasmettere la Certificazione Unica (CU) per i compensi corrisposti ai contribuenti in regime forfettario e nel regime di vantaggio (ex minimi). La novità è stata introdotta dalla riforma fiscale (Legge n. 111/2023) e dal Decreto Semplificazione Adempimenti Fiscali (Dlgs n. 1/2024), con l’obiettivo di ridurre il carico burocratico e semplificare gli adempimenti tributari.
L’Agenzia delle Entrate ha confermato l’eliminazione della CU con la circolare n. 8/2024, evidenziando che, grazie all’obbligo di fatturazione elettronica, i flussi reddituali dei forfettari sono già tracciati tramite il Sistema di Interscambio (SdI), rendendo superfluo l’invio di una certificazione separata.
Abolizione della Certificazione Unica per i forfettari: cosa cambia dal 2025?
L’articolo 3 del Dlgs n. 1/2024 ha modificato l’articolo 4 del DPR 322/1998, introducendo il nuovo comma 6-septies, che esonera i soggetti che corrispondono compensi ai contribuenti in regime forfettario e regime dei minimi dall’emissione della Certificazione Unica.
Di conseguenza:
- l’ultima CU per i forfettari è stata quella del 2024, relativa ai compensi percepiti nel 2023
- a partire dal periodo d’imposta 2024 (adempimenti 2025), non sarà più necessario predisporre e trasmettere la CU per i compensi erogati ai forfettari
- i forfettari e i contribuenti in regime di vantaggio non riceveranno più la Certificazione Unica dai loro committenti
CU 2025: chi deve ancora trasmetterla?
L’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile il modello ufficiale della Certificazione Unica 2025 il 15 gennaio 2025. La scadenza per l’invio è fissata al 17 marzo 2025, poiché il 16 cade di domenica. Tuttavia, tale obbligo non riguarda più i forfettari e i minimi.
I soggetti che devono ancora trasmettere la CU 2025 includono:
- datori di lavoro per redditi di lavoro dipendente e assimilati
- sostituti d’imposta per redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi
- committenti per i corrispettivi derivanti da contratti di locazione breve
Per le certificazioni uniche che includono solo redditi esenti o non dichiarabili tramite la precompilata, il termine di consegna è prorogato al 31 ottobre 2025 (data di scadenza del Modello 770).
Perché è stata abolita la CU per i forfettari?
L’eliminazione della Certificazione Unica per i forfettari si inserisce nel piano di semplificazione degli adempimenti tributari. Dal 1° gennaio 2024, i titolari di partita iva in regime forfettario devono emettere fattura elettronica tramite SdI, consentendo all’Agenzia delle Entrate di acquisire automaticamente i dati sui compensi percepiti.
Questa modifica alleggerisce il carico degli adempimenti fiscali per i sostituti d’imposta, eliminando un obbligo ormai superfluo. Inoltre, si sta discutendo da tempo una possibile eliminazione totale della Certificazione Unica per tutti i contribuenti, anche se al momento non vi sono conferme in merito.
Dichiarazione precompilata anche per i forfettari
Oltre all’eliminazione della CU, la fatturazione elettronica obbligatoria comporta un’altra importante novità: dal 2024, anche i forfettari avranno accesso alla dichiarazione dei redditi precompilata.
L’Agenzia delle Entrate utilizzerà i dati delle fatture elettroniche per predisporre automaticamente la dichiarazione, che i contribuenti potranno verificare, modificare e inviare tramite il portale dedicato.
Conclusioni
L’abolizione della Certificazione Unica per i forfettari e i minimi rappresenta un passo avanti nella semplificazione fiscale, eliminando un adempimento ormai obsoleto grazie all’integrazione dei dati tramite fatturazione elettronica. Tuttavia, rimane essenziale per i contribuenti monitorare le proprie scadenze fiscali e verificare la correttezza delle informazioni trasmesse all’Agenzia delle Entrate.
Se sei un forfettario e vuoi avere maggiore chiarezza sui tuoi obblighi fiscali, contattaci per una consulenza personalizzata.