Hai una partita Iva aperta e non hai presentato la dichiarazione dei redditi? Devi regolarizzare dei pagamenti di imposte omesse o altre irregolarità fiscali e vuoi beneficiare della riduzione prevista per le sanzioni? Oggi parliamo di questo argomento di fondamentale importanza se ti trovi in questa situazione e non sai cosa fare.
Vediamo difatti gli aspetti più importanti relativi al calcolo ravvedimento operoso, in modo che tu possa conoscere questo strumento nato per sanare queste spiacevoli situazioni.
Da alcuni anni, sono state introdotte importanti novità sullo strumento per sanare situazioni che derivano da irregolarità nei versamenti delle imposte.
Tramite il ravvedimento operoso, è possibile regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti, oltre ad altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni.
L’intento della Agenzia delle Entrate è di premiare, con questo strumento, il contribuente che decide di sua spontanea volontà di sanare i debiti nei confronti dell’Erario.
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Le regole in vigore dalla legge di stabilità 2015
La Legge di Stabilità 2015 ha disciplinato nuovamente le riduzioni delle sanzioni per omessi versamenti da parte del contribuente.
Il nuovo ravvedimento non pone quindi limiti temporali.
Questo significa che fino a quando l’Amministrazione non notifica la violazione, il contribuente può rimediare.
Ad esempio, anche dopo 2 anni dalla data di scadenza originaria, è possibile intervenire.
Lo strumento del ravvedimento operoso, può essere applicato in caso di errori, ritardi o omissioni relativi ad IRPEF, IVA, IRAP, imposta di registro, ipotecaria, catastale, imposta di bollo, successione ed altri.
Nella riforma delle legge di stabilità 2015, la novità più importante è stata l’introduzione del ravvedimento operoso anche nel caso in cui sia già stata constatata la violazione.
Ad esempio, quando sono stati avviati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento.
Questo significa che il contribuente, non solo con la consegna del pvc, ma anche durante il controllo, può decidere se e in che misura aderire ai rilievi attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, e dunque ridurre ad un quinto del minimo delle sanzioni applicabili.
Ti ricordiamo che in questo caso pvc è l’acronimo di processo verbale di constatazione.
Calcolo ravvedimento operoso
Diamo uno sguardo al calcolo ravvedimento operoso secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia.
Dal 2016 il nuovo tasso di interesse sarà del 0,2%, la formula da applicare è la seguente:
saggio di interessi (0,2%) x importo del tributo x giorni della violazione (365)
Per quanto riguarda invece le sanzioni, l’importo del tributo dovrà essere aumentato di:
- 0,1% se il pagamento avviene entro 14 giorni: ravvedimento sprint
- 1,5% (1/10 del 15%) dell’imposta non versata se il versamento avviene tra il 15° ed il 30° giorno: ravvedimento breve
- 1,67% (1/9 del 15%) dell’imposta non versata se il versamento avviene entro il 90° giorno: ravvedimento medio
- 3,75% (1/8 del 30%) dell’imposta non versata se il versamento entro 1 anno: ravvedimento regolare
- 4,29% (1/7 del 30%) dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo: ravvedimento lungo
- 5% (1/6 del 30%) dell’imposta non versata se il ravvedimento avviene oltre due anni: ravvedimento lunghissimo
Le nuove aliquote di interesse e sanzioni potranno essere applicate dal 1° Gennaio 2016 anche per il versamento dei tributi scaduti negli anni precedenti.
Omessa Dichiarazione
L’omessa dichiarazione dei redditi, è uno dei casi tipici in cui il ravvedimento operoso si rivela uno strumento fondamentale.
Tieni presente che, se non invii la dichiarazione dei redditi entro 90 dalla scadenza del termine di presentazione si tratta di omessa dichiarazione.
Questo, comporta l’applicazione delle sanzioni previste per omessa presentazione della dichiarazione.
Se non sono dovute imposte, si va dai 250 euro ai 1000 euro.
Nel caso siano dovute anche le imposte, si oscilla mediamente tra il 120% ed il 240% delle imposte dovute.
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